Vi sarete accorti dello spuntare incontrollato di cartelloni pubblicitari di ogni forma, tipo e colore in ogni strada, piazza, angolo di Roma.
Tale fenomeno criminale ha preso il nome di Mafia Cartellonara.
La delibera 37 del 30 marzo 2009, che voleva regolamentare gli impianti pubblicitari, è de facto diventata un’autorizzazione a delinquere, degna del fu Decreto Salvaladri. L’azienda mette il suo cartellone, ne mette dieci, ne mette cento, e poi aspetta che il Comune condoni gli impianti. Uno scempio legalizzato, in barba a qualunque regola di buon senso, decoro e sicurezza stradale.
I delinquenti agiscono di notte, con squadre di immigrati (finché c’è da sfruttarli come schiavi, non sono più ladri e stupratori) e bucano i marciapiedi per installare piccoli e grandi cartelloni pubblicitari. Al mattino ci si risveglia con quelle grosse lastre di metallo davanti agli occhi.
Il fenomeno mafioso è stato documentato con dovizia di particolari da Degrado Esquilino, da Riprendiamoci Roma, da Transenna, da Delle Vittorie Blog, dagli amici di SkyscraperCity (quando non sono impegnati a beccarsi fra di loro
) e dai lettori che quotidianamente scrivono ai giornali, per segnalare la nascita notturna, come i funghi, di nuovi impianti.
Denunce che non trovano risposte da parte del Comune, troppo impegnato a nascondere la testa sotto la sabbia, rossa di vergogna, e non potrebbe altrimenti, dato il livello di collusione con i cartellonari.
Noi vogliamo occuparci di un piccolo e centrale angolo di città, tra San Giovanni e via Magna Grecia.
San Giovanni, fermata della Metro A. Fervono i lavori della Metro C: i cantieri hanno occupato tutto largo Brindisi, uscite della metro sono state chiuse per essere ricostruite in previsione del futuro scambio tra sotterranee.
Per chi prende la metro, è conveniente utilizzare le entrate sulla destra di via Appia, dalla parte di Coin e Teichner. In mezzo a tutta la confusione di traffico, lavori e persone, vorremmo trovarle subito. Ma la Mafia Cartellonara ha colpito anche lì, oscurando i segnali della metro, tanto per confondere di più turisti e viaggiatori.
Si blatera tanto del turismo come risorsa principale di Roma, ma poi si permette che uno dei maggiori luoghi di transito per i visitatori, data la vicinanza con la Basilica di San Giovanni in Laterano, le Mura Aureliane e Porta Asinaria, venga deturpato in questo modo.
Trent’anni fa, tra l’altro, veniva inaugurata la Metro A, il 16 febbraio 1980. Le stazioni – che piacciano o no – sono una testimonianza dello stile dell’epoca. Invece di soffocarle, andrebbero ripulite e rese più luminose.
Spostiamoci di un centinaio di metri, a via Magna Grecia. Siamo all’altezza del famoso parcheggio a spirale a ridosso del mercato. All’inizio del marciapiede, proprio alla fine del persorso per ciechi, un bel cartellone pubblicitario dà sfoggio di disprezzo di tutte le regole del vivere civile.
“Spazio Libero” c’è scritto, unendo farsa a tragedia. Libero per un cieco di prendere il palo in faccia; libero di costringere un handicappato sulla sedia a rotelle a un difficoltoso giro sul marciapiede; libero di ostacolare un passeggino; libero di intralciare un vecchio col bastone.
Si potrebbero dire tante cose su questa mancanza di civiltà, limitiamoci a osservarne un paio.
I giovani di oggi sono i vecchi di domani. Speriamo di costruire una città a misura di anziano (e di bambino), senza ostacoli lungo marciapiedi e strade, l’opposto di quello che ci fanno subire adesso queste bande di incivili criminali. L’altra osservazione è più brutale, ci mette davanti alla nostra fragilità: dall’altra parte, quella degli handicappati, dei diversi, potremmo finirci anche noi.
Mi è capitato, in seguito a un piccolo intervento, di zoppicare un po’ per un mese circa. Sono quelli i momenti in cui ti accorgi di quanta differenza passa tra un marciapiede fatto bene e uno fatto male, di che vuol dire camminare al rallentatore, degli sguardi della gente. Immaginatevi una vita intera così.
Questi sono soltanto due dei 30.000 cartelloni pubblicitari che hanno infestato Roma in questi ultimi mesi. La verità è che del decoro non è mai importato nulla a nessuno, meno che mai in tempo di elezioni.
I nostri disonorevoli, dalla Polverini alla Bonino, conducono campagne elettorali come fossimo nel 1948, quando bisognava scegliere tra Stalin e Pio XII (oddio!
). Siamo ancora ai manifesti sui muri, non hanno mai sentito parlare di Internet.
Proprio mentre sto scrivendo, i cani mafiosi della Lega hanno inserito nel decreto mille proroghe l’ennesimo condono per i manifesti abusivi, per cui basta pagare una multa di mille euro e passa la paura. Sono quindici anni che questa istigazione a delinquere va avanti.
Ma da quest’anno ci sono i cittadini stacchini, che dedicano parte del loro tempo libero alla pulizia dei muri imbrattati, come in nessuna città europea accade. Eravamo in tanti a pulire le colonne di Piazza Vittorio dai manifesti che le deturpavano da anni. Erano in tanti a staccare i manifesti che ricoprivano via Nazionale, vicino al Quirinale. Uno scempio che tutti hanno visto, tranne la sottintendenza ai Mali Archeologici, che parla soltanto quando c’è da fermare la metro o il tram
.
Non riuscirò a partecipare alle altre iniziative di pulizia, per gli impegni lavorativi, tuttavia voglio segnalarvi questo volantino del Coordinamento Blog Anti-Degrado: stampatelo e incollatelo sui manifesti abusivi, oppure mettetelo nelle buche delle lettere del vostro palazzo, invitando a non votare gli incivili imbrattatori elettorali.
Dicevo di piazza Vittorio e di quante persone avessero partecipato alla sua pulizia. Vedere tanti giovani, vecchi, ragazze, signore, genitori con bambini, associazioni e privati cittadini mettersi di buona lena, con raschietto e scioglitore, per staccare i manifesti, mi ha fatto capire che è inutile sotterrare il talento, in attesa che succeda qualcosa.
Il mio omonimo cartaceo direbbe – Sciocco, per quanto la luce sia forte, proietterà sempre un’ombra! -. Roma ha molte ombre, ma è inutile sedersi sul ciglio della strada a guardare il mondo che passa.
Eccomi qua, ancora in piedi, ancora pronto a camminare.


Pubblicato da Kenpachi 

















