Un professore e alcuni studenti giapponesi hanno imbrattato, nei mesi scorsi, il Duomo di Firenze, con dei graffiti. Scoperti grazie alle foto di altri turisti loro connazionali, sono stati tutti puniti. Gli studenti sono stati sospesi, e rischiano l’espulsione, il professore rischia il posto, cacciato a calci nel culo dalla scuola in cui insegna. I maggiori giornali del Giappone, Yomiuri e Asahi hanno chiesto pubblicamente scusa all’italia.
In Italia, l’ex sindaco di Roma, Walter “Notte Bianca” Veltroni, si era preoccupato dei lucchetti degli innamorati, sul lampione a Ponte Milvio, trattandoli come preziose reliquie da tramandare ai posteri. Ho sempre dissentito (è un eufemismo). Per me, le coppiette di imbecilli che deturpano Ponte Milvio, dovrebbero essere incatenate e gettate nel fiume, o, in alternativa, incatenate e bruciate in un rogo stile Santa Inquisizione.
Ha ragione Degrado Esquilino, quando scrive che i muri di Roma e dell’Esquilino sembrano non avere pace, a meno che non si pensi a un sistema serio, come la videosorveglianza, per stanare i vandali. E i genitori dei vandali la smettano col buonismo a tutti i costi. I teppisti vanno identificati, presi a calci nel culo, sbattuti in galera, multati, messi alla pubblica gogna e costretti a ripulire i loro scempi.
E’ esattamente quello che farei a Lucas, il teppista che si diverte a deturpare i muri dei palazzi di Santa Croce, e che sembra sia arrivato fin su via Labicana, giù fino al Colosseo, con le sue malefatte.


Luglio 2, 2008 alle 3:45 pm
Basterebbe che beccassero qualcuno e che i genitori pagassero il costo della pulizia, moltiplicato per 2 e una bella multa salata.
Per il vandalo invece (dopo essere stato gonfiato di botte dai genitori) un bel turno di 1 mese di lavori socialmente utili.
Ai recidivi raddoppiamo tutto.