Il decreto legge sulle intercettazioni appena approvata dalla Camera con la fiducia, ovvero senza possibilità di discussione, è una grave minaccia per la sicurezza dei cittadini italiani, e anche per la libertà di informazione e di opinione su Internet.
Questa legge, con tutte le limitazioni temporali, renderà la vita facile a mafiosi, trafficanti, pedofili, stupratori, oltre a tutta la schiera di politici, amministratori, dirigenti e pijanculo vari che potranno fare i loro comodi alle spalle della gente perbene, tanto dopo due mesi non potranno più essere intercettati.
Su questo articolo di Repubblica, alcune delle magagne che non avremmo mai saputo con questa legge bavaglio, mentre su quest’altro, il procuratore di Torino Giancarlo Caselli definisce la legge come “devastante” per la sicurezza dei cittadini.
Non si capisce come i leghisti abbiano potuto votare una porcata simile. Ma questo è il governo che taglia i fondi alla polizia e istituisce quella buffonata delle ronde e che manda i militari a prendere il sole nelle città. Dulcis in fundo vorrei conoscere nomi e cognomi dei disonorevoli dell’opposizione (opposizione?) che hanno votato a favore di questa vergogna.
E ora veniamo al pericolo che corrono la libertà di informazione e di opinione su Internet.
Punto Informatico ha pubblicato ieri un articolo dettagliato sull’obbligo di rettifica, da parte dei gestori di siti informatici. Vuol dire che, chiunque potrà inviare una lettera a blog, siti personali, Facebook, YouTube e ogni altro social network per chiedere la rettifica di quello che c’è scritto, a suo insindacabile giudizio. E se non lo si fa si rischia una multa dai 7.500 ai 12.500 euro. E chi ci garantisce sull’identità di chi invia la mail?
Cosa preannuncia questo? Preannuncia l’obbligo di registrazione per chiunque voglia scrivere un parola su Internet. E dopo? Cominceranno a filtrare i server dai contenuti indesiderati, e poi ad arrestare i blogger non allineati, come si fa nella democratica Cina?
Penso a tutti i Blog Romani che con i loro articoli, le loro foto e le loro segnalazioni su situazioni di degrado e disagio hanno messo in difficoltà i capetti di partito locali, costringendoli a intervenire sul serio su quelle situazioni, invece che voltarsi dall’altra parte.
Chi è che proteggerà quei blog dai pijanculo dei capetti locali che li tempesteranno di obblighi di rettifica? E i commenti? Avremo anche le rettifiche dei commenti o la rettifica delle rettifica? La verità è che questo governo e quello precedente hanno paura di Internet e di chi vi scrive, perché è l’unica fonte ancora libera di informazione.
Chi è che stabilisce cosa è vero e cosa è falso? Chi è che stabilisce dove finisce il fatto e inizia l’opinione? Tutto questo è lasciato a diritto insindacabile di chi si sente offeso, senza neppure bisogno di consultare la Magistratura. Che cosa vi ricorda? A me ricorda i tribunali del popolo, di quel gran paese che è stato l’Unione Sovietica, con le purghe, le fucilazioni e le deportazioni nei gulag. E non sono nemmeno stupito: il nano che ha da sempre tuonato tuonato contro i Comunisti, non poteva, per una sorta di amore represso, ammirarli in segreto.
Per quanto mi riguarda, continuerò a informarvi come sempre, a raccontarvi i fatti per quello che sono, a recarmi sul posto a scattare foto. Continuerò a farlo o non sarò più Kenpachi.
Sarebbe bello che tutti i Blog Romani dedicassero una pagina a questa notizia, ognuno con lo stile e le parole che preferisce. La situazione è seria, e anche grave.
Pubblicato da Kenpachi 
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