Intercettazioni: Obbligo di Rettifica e Libertà di Opinione

Giugno 12, 2009

Il decreto legge sulle intercettazioni appena approvata dalla Camera con la fiducia, ovvero senza possibilità di discussione, è una grave minaccia per la sicurezza dei cittadini italiani, e anche per la libertà di informazione e di opinione su Internet.

Questa legge, con tutte le limitazioni temporali, renderà la vita facile a mafiosi, trafficanti, pedofili, stupratori, oltre a tutta la schiera di politici, amministratori, dirigenti e pijanculo vari che potranno fare i loro comodi alle spalle della gente perbene, tanto dopo due mesi non potranno più essere intercettati.

Su questo articolo di Repubblica, alcune delle magagne che non avremmo mai saputo con questa legge bavaglio, mentre su quest’altro, il procuratore di Torino Giancarlo Caselli definisce la legge come “devastante” per la sicurezza dei cittadini.

Non si capisce come i leghisti abbiano potuto votare una porcata simile. Ma questo è il governo che taglia i fondi alla polizia e istituisce quella buffonata delle ronde e che manda i militari a prendere il sole nelle città. Dulcis in fundo vorrei conoscere nomi e cognomi dei disonorevoli dell’opposizione (opposizione?) che hanno votato a favore di questa vergogna.

E ora veniamo al pericolo che corrono la libertà di informazione e di opinione su Internet.

Punto Informatico ha pubblicato ieri un articolo dettagliato sull’obbligo di rettifica, da parte dei gestori di siti informatici. Vuol dire che, chiunque potrà inviare una lettera a blog, siti personali, Facebook, YouTube e ogni altro social network per chiedere la rettifica di quello che c’è scritto, a suo insindacabile giudizio. E se non lo si fa si rischia una multa dai 7.500 ai 12.500 euro. E chi ci garantisce sull’identità di chi invia la mail?

Cosa preannuncia questo? Preannuncia l’obbligo di registrazione per chiunque voglia scrivere un parola su Internet. E dopo? Cominceranno a filtrare i server dai contenuti indesiderati, e poi ad arrestare i blogger non allineati, come si fa nella democratica Cina?

Penso a tutti i Blog Romani che con i loro articoli, le loro foto e le loro segnalazioni su situazioni di degrado e disagio hanno messo in difficoltà i capetti di partito locali, costringendoli a intervenire sul serio su quelle situazioni, invece che voltarsi dall’altra parte.

Chi è che proteggerà quei blog dai pijanculo dei capetti locali che li tempesteranno di obblighi di rettifica? E i commenti? Avremo anche le rettifiche dei commenti o la rettifica delle rettifica? La verità è che questo governo e quello precedente hanno paura di Internet e di chi vi scrive, perché è l’unica fonte ancora libera di informazione.

Chi è che stabilisce cosa è vero e cosa è falso? Chi è che stabilisce dove finisce il fatto e inizia l’opinione? Tutto questo è lasciato a diritto insindacabile di chi si sente offeso, senza neppure bisogno di consultare la Magistratura. Che cosa vi ricorda? A me ricorda i tribunali del popolo, di quel gran paese che è stato l’Unione Sovietica, con le purghe, le fucilazioni e le deportazioni nei gulag. E non sono nemmeno stupito: il nano che ha da sempre tuonato tuonato contro i Comunisti, non poteva, per una sorta di amore represso, ammirarli in segreto.

Per quanto mi riguarda, continuerò a informarvi come sempre, a raccontarvi i fatti per quello che sono, a recarmi sul posto a scattare foto. Continuerò a farlo o non sarò più Kenpachi.

Sarebbe bello che tutti i Blog Romani dedicassero una pagina a questa notizia, ognuno con lo stile e le parole che preferisce. La situazione è seria, e anche grave.


Brache Calate Davanti al Terrorista Gheddafi

Giugno 10, 2009

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Sarebbe stato bello se avessimo accolto quel mentecatto terrorista, antisemita e bugiardo di Gheddafi, col saluto fascista. Quello stesso fascismo che lui critica tanto e che è lo stesso con cui tiranneggia il suo paese.


Nuovo Capolinea del Tram 2 a Flaminio

Giugno 8, 2009

Questo articolo è comparso sull’edizione romana del Corriere della Sera del 7 giugno 2009.

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La linea 2 del tram fa servizio da piazzale Flaminio a piazza Mancini, capolinea di molte linee di autobus a Roma Nord. E’ quasi una metropolitana di superficie nonostante non abbia semafori sincronizzati e paline elettroniche. Queste ultime, dopo essere state lasciate marcire guaste per anni, sono state sostituite qualche mese fa.

A quanto pare questo nuovo capolinea si farà. Stanno distribuendo dei volantini in cui spiegano come e dove saranno svolti i lavori.

Di quest’opera inutile non sentivamo affatto la necessità. Si annunciano, sulla carta, dodici mesi di lavori, in cui la linea 2 sarà esercitata con autobus. Un’altra linea, che funzionava bene, ridotta ad autobus, dopo la vergogna del 3.

Nell’articolo si parla di quartiere finalmente riunito: non capisco come una linea tranviaria possa dividere un quartiere; semmai il contrario, il tram unisce più punti di un quartiere lungo e popoloso come il Flaminio. Verranno eliminate le barriere in ferro battuto, speriamo sostituite da cordoli in marmo bianco, ben visibili anche ai motocoglioni. Proseguiamo con l’articolo e cominciano a scoprirsi gli altarini.

Apprendiamo che quando la linea fu costruita nel 1990, i residenti protestarono (e quano mai succede il contrario?), e adesso, dopo diciannove l’avranno vinta. Non sono contrario ai parcheggi, anzi!, se sono fatti con criterio (non i famigerati angoloni) e servono a liberare la strada ben vengano, ma qui sembra proprio che il tram sia un incomodo.

Il tram diventerà una “navetta”: tutti fissati con questa “navetta”, come se non lo fosse già! L’unica cosa che dovrebbe essere fatta, ovvero sincronizzare i semafori con il passaggio del tram e rimettere paline elettroniche funzionanti non viene fatta.

Si parla di nuovi tram. L’unica cosa certa certa è che le vecchie e affibabili Stanga, monodirezionali, non potranno più circolare sul 2, lsciando la line alle Socimi, che verranno usate in modo bidirezionale, sperando siano altrettanto affidabili. E diciamo addio anche ai rinforzi per lo stadio, su via Flaminia, sempre effettuati con le Stanga.

Piazzale Flaminio verrà liberato dal tram diventerà un’isola pedonale. Non si capisce che male fa il tram, e neppure come diventerà isola pedonale, con davanti quel pozzo nero di traffico del Muro Torto. E le linee di autobus come passeranno su via Flaminia? Ricordiamo poi che quando la linea venne inaugurata i suoi binari arrivavano fino all’ingresso della ferrovia Roma Nord. Il tram non c’è mai arrivato per presunti motivi di sicurezza, i binari sono stati smantellati, ma le bancarelle e la feccia assortita che offrono uno spettacolo indegno di una città civile, sono ancora lì.

Ci saranno disagi. Questo è certo grover. Pensano di sostituire un tram con gli autobus. Ma quanti ne hanno, se anche il 3 è ridotto a bus?! Ipotizzando anche solo mille passeggeri al giorno, moltiplicati per un anno fanno un bel numero. Parlano di riqualificazione, ma non si capisce di cosa, visto che il tram funziona già bene. Per far contento qualche residente e qualche commerciante si creeranno disagi a migliaia e migliaia di utenti.

E se facessero un capolinea con flesso a X davanti a piazza della Marina, limitando lì le corse? Troppo semplice? Unico contentino potrebbe essere la promessa linea tranviaria, durante i lavori, da piazza Mancini a Risorgimento, una linea di cui si era parlato già nel 2000, e che avrebbe dovuto chiamarsi 7. Secondo me sarebbe utile se collegasse anche il capolinea di piazza Thorwaldsen, evitando attese a chi deve recarsi al Flaminio o a Prati, costretto ad aspettare il 19.

Aggiornamento dal Sito dell’Atac

22 lug – Inizieranno la prossima settimana i lavori per il nuovo capolinea tramviario di piazzale Flaminio, cantiere che determinerà ulteriori cambiamenti per il servizio delle linee 2 e 19 già modificate dai primi giorni di luglio, nelle modalità o nel servizio, per i lavori in corso sui binari di via Azuni e nel quartiere Parioli.

Da lunedì 27 luglio, la linea 2 si trasformerà in collegamento bus per tutta la durata dei lavori necessaria a realizzare il nuovo capolinea. Il percorso in vigore tutti i giorni manterrà i capolinea di piazzale Flaminio e piazza Mancini; in direzione del primo, i bus transiteranno per viale Pinturicchio, via Pannini, via Guido Reni, via Flaminia, piazzale delle Belle Arti, via Flaminia, piazzale della Marina, via Domenico Azuni, via Emanuele Gianturco, via Giovanni Battista Vico sino a piazzale Flaminio. Al ritorno, percorso su via Flaminia, piazzale delle Belle Arti, viale Tiziano, piazza Cardinal Consalvi, via Pinturicchio e piazza Mancini.

Le fermate della linea 2 da piazzale Flaminio a piazza Mancini.

Andata: piazzale Flaminio, piazza della Marina, via Flaminia (prima di via di Villa Giulia), viale Tiziano, via Ankara, tre fermate su viale Tiziano, via Flaminia (dopo piazza Cardinal Consalvi) e piazza Mancini.

Ritorno: piazza Mancini, via Giovanni Paolo Pannini, via Guido Reni, tre fermate su via Flaminia, piazza della Marina, via Emanuele Gianturco e piazzale Flaminio.

Con l’avvio dei lavori a piazzale Flaminio la linea 19 cambierà di nuovo capolinea durante il giorno. Dallo scorso 6 luglio, infatti, i tram in arrivo da Centocelle non raggiungono il capolinea di piazza Risorgimento ma limitano le corse a piazzale Flaminio: da lunedì prossimo, dall’inizio del servizio alle 20,30, i tram arretreranno ulteriormente il capolinea a piazza Mancini. Dalle 20,30, dal lunedì al venerdì e nei soli giorni feriali, i tram della 19 continueranno a viaggiare tra Centocelle e Porta Maggiore, sostituiti poi da qui a piazza Risorgimento con un collegamento bus.

Sempre peggio!

Aggiornamento Settembre 2009: per rimediare all’immensa vaccata della sospensione della linea 2 per tutta la durata dei lavori, l’Atac ha istituito la linea 2D, 2 deviata, che andrà da piazza Mancini a piazza Risorgimento. Questa linea non è altro che la linea 7 di cui si parlava nell’ormai lontano 2000, e mai realizzata.

La linea 2D partirà da piazza Mancini e farà lo stesso percorso del 2 fino a piazza della Marina. Qui, a circa 400 m da piazzale Flaminio, effettuerà la svolta per via D. A. Azuni, per proseguire verso piazza Risorgimento, seguendo lo stesso percorso del 19. La linea sarà servita da otto vetture dal lunedì al venerdì, sette il sabato e sei la domenica. Prevedo che in qualche modo tornerà utile e auspico che venga mantenuta anche dopo la fine dei lavori a piazzale Flaminio.

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Il cantiere in piazzale Flaminio e in via Flaminia. La fermata del 2D in via Azuni. Via Gianturco e via Vico “liberate” dai binari del tram. Al loro posto una sessantina di parcheggi, e disagi per migliaia di utenti del trasporto pubblico.


4 Giugno 1944 – 4 Giugno 1989

Giugno 4, 2009

Il 4 giugno 1944 le truppe alleate entravano a Roma, liberandola dal Nazismo. Era stato un anno tremendo, quello tra il 1943 e il 1944. I bombardamenti che causarono migliaia di vittime, la caduta del Fascismo, l’Armistizio dell’8 settembre, la resistenza a Porta San Paolo, da parte di miltari e gente comune, la fuga del re codardo Vittorio Emanuele III, la deportazione degli ebrei del Ghetto, l’inutile attentato di via Rasella e il massacro delle Fosse Ardeatine.

Ognuno di noi, tramite i suoi nonni, ha ricordi indiretti di quel periodo. I miei nonni, ad esempio, scamparono fortunosamente al bombardamento del 19 luglio del 1943. Un signore che era bambino, ricorda che venne svegliato dagli Americani, che gli tirarono delle caramelle, mentre era addormentato su un tram.

Non tutti sanno che il 4 giugno del cittadini romani fecero un voto alla Madonna che li liberasse dall’occupazione nazista. Furono esauditi. A ricordo di quella preghiera non resta soltanto il nuovo Santuario del Divino Amore, ma anche numerose edicole dedicate a Maria, agli angoli dei palazzi, sparse un po’ per tutta Roma. All’Esquilino, ce n’è una all’inizio di via Carslo Felice; un’altra è a via Taranto, all’incrocio con via Pescara.

Facciamo un salto temporale e spaziale. Siamo a Piazza Tienanmen, le truppe cinesi stanno massacrando gli studenti che chiedono democrazia e riforme.

Lo stesso giorno, due date lontane, lo stesso desiderio di libertà.