Tram del Caravaggio
Il tram del Caravaggio, dall’omonimo piazzale a Tor Marancia, avrebbe riportato il tram alla Garbatella e, per la prima volta, sulla Cristoforo Colombo. Con partenza da Piramide, il tram avrebbe percorso viale Ostiense fino ai Mercati Generali, svoltato per la Circonvallazione Ostiense, percorrendo un nuovo ponte che avrebbe scavalcato i binari di metro B e Roma – Lido (il ponte è ora in costruzione, ma per le sole macchine), raggiunto e attraversato la Colombo, sceso per via di Tor Marancia e sarebbe arrivato in piazzale Caravaggio. Era anche previsto un prolungamento fino a Tre Fontane.
Non se ne è fatto nulla, a causa della protesta dei residenti, più preoccupati per gli alberi da tagliare, che per i vantaggi che questo collegamento avrebbe portato. Ancora una volta avremmo potuto avere una linea tranviaria con autobus afferenti, e avremmo potuto estendere il tram anche sull’Ostiense fino a San Paolo. La strada infatti è già predisposta, lì già passava il tram, poi soppresso.
E Dio solo lo sa quanto ci sarebbe bisogno di un tram sull’Ostiense, soprattutto ora che sono iniziati i lavori per la Città dei Giovani di Rem Koolhaas, che sorgerà al posto dei Mercati Generali. Un ottimo aiuto alla metro B.
Visto che ci leggono anche su quel forum di matti di SkyscraperCity, aggiungo i collegamenti relativi alle discussioni sulla Città dei Giovani di Rem Koolhass e sul cavalcavia dell’Ostiense:
Tranvia Saxa Rubra – Laurentina
1954: Le nuove direzionalità. Era il primo abbozzo dello SDO, il Sistema Direzionale Orientale, opera mai realizzata. Già di parlava di metro D, che aveva un tracciato diverso da quella ora in gara.
1962: con il PRG, Piano Regolatore Generale, viene previsto il corridoio della mobilità Fidene – Cinecittà, con relativa tranvia. In un’ottica futura, quella tranvia avrebbe collegato la FR1 a Fidene, la metro B a Ponte Mammolo, la FR2 al Quarticciolo (viale Palmiro Togliatti), la ferrovia Roma – Pantano (ora Roma – Giardinetti, per i lavori della metro C), la metro A a Subaugusta. Era prevista anche un’ulteriore prosecuzione che avrebbe raggiunto il capolinea della metro B a Laurentina.
Quest’opera avrebbe creato una linea tangenziale da Nord Est a Sud Est, mettendo in comunicazione Tuscolana e Laurentina, evitando a molti pendolari di raggiungere la Stazione Termini per fare il cambio tra metro A e B.
1997: negli studi di fattibilità, l’Atac lodava la tranvia, che avrebbe avuto un effetto positivo nelle zone che avrebbe attraversato. Questa linea avrebbe dovuto collegare la stazione della metro B Ponte Mammolo con la stazione della metro A Cinecittà, percorrendo viale Palmiro Togliatti. Un’opera utile, che avrebbe fatto da collegamento tra due importanti snodi cittadini, e che sarebbe passata in sede del tutto protetta, sfruttando la corsia centrale della Togliatti, e che avrebbe incontrato a metà strada un altro tram, il 14, che sulla Togliatti ha il capolinea, proveniente da via Prenestina.
2006: una petizione popolare firmata da diecimila cittadini torna a chiedere la tranvia da Saxa Rubra a Cinecittà. Viene invece realizzato quello che è diventato famoso come il Corridoio dell’Immobilità, da Ponte Mammolo a Cinecittà, passando lungo la Togliatti. Doveva essere, a discapito del nome altisonante una semplice corsia preferenziale per autobus (non sia mai il tram!). Buon senso avrebbe voluto che la corsia fosse fatta al centro della sede stradale, con parcheggi a lato. Via i pochi alberi asfissiati dal traffico e fanculo all’inutile pista ciclabile sulla Togliatti trafficata. Invece no! Pista ciclabile al centro, ridotta spesso a un colabrodo, corsia preferenziale a lato, con restringimento della carreggiata e felicità di automobilisti e residenti. E poi dicono che la gente odia il trasporto pubblico.
Questo è quello che rimane dei lavori incompiuti all’altezza del Centro Carni di Tor Sapienza, dove tra l’altro avrebbe dovuto essere realizzato un deposito tranviario. Sembra che finalmente si siano decisi a rivedere quello scempio, dopo ben dodici milioni di euro buttati. Poveri soldi nostri!
Signori, in 55 anni, Roma non è riuscita dotarsi di una metropolitana, né di una tranvia e neppure di una cazzo di corsia preferenziale fatta come Dio comanda!
La Rete Oggi
Rete è una parola grossa per i tram di Roma. I tram 5 e 14 avranno presto, dopo un anno e più di lavori e cantieri dove si è lavorato un giorno sì e dieci no, un nuovo capolinea davanti alla Stazione Termini. Si spera che il passaggio su via Cavour sia protetto dalle macchine o avremo il tram costretto a passare in un budello di macchine. L’8 continua a passare da Casaletto ad Argentina: visti i chiari di luna, meglio accontentarsi. Il 19, la linea più lunga della Capitale compie ancora il suo lungo giro da Gerani a Risorgimento, anche se spesso è limitata per lavori a Mancini o Flaminio. A fine luglio inizieranno i lavori per smantellare l’anello del 2 a piazzale Flaminio, trasformando il capolinea come a largo Argentina. La chiamano riqualificazione, per me è un’immensa cazzata, che porterà a dodici mesi (sulla carta, data la nota solerzia dei lavori) di disagi per gli utenti, su una linea protetta che funzionava benissimo. Il 3 è il metro di paragone dell’agonia dei tram romani: dal 2005 è esercitato come autobus per continui lavori, sostituzioni di binari (opera inutile se poi non torna il tram
) e mancanza di vetture. Tuttavia i lunghi Cityway I e II stanno cominciando a ritornare a Roma, dopo le riparazioni stabilite nell’accordo con l’Alstom, quindi speriamo entro un paio d’anni di riavere il parco vetture completo.
Futuro
Mi rendo che dopo tutto quello che ho scritto, parlare di progetti tranviari a Roma è degno di Tafazzi o della dirigenza del PD, fate voi.
Si continua a parlare dell’8 a Termini e si vorrebbe collegarlo al nuovo capolinea del 5 e del 14. Possono dire quello che vogliono, ma quello manca è la volontà politica di rischiare e di fare, il resto viene di conseguenza.
A me piacerebbe vedere la Circolare. Per ragioni anagrafiche faccio parte di quelli che non hanno mai visto la Circolare Esterna (rossa), figuriamoci quella Interna (nera). Basterebbe collegare largo Argentina con piazza Risorgimento, basterebbero i binari della TVA e una deviazione verso Borgo. La Circolare farebbe contenti molti romani nostalgici, più in là con gli anni, e dei turisti, che potrebbero girare tutta la Capitale a bordo di un mezzo caratteritico come il tram. Consultate, a proposito, questo spassoso articolo del Corriere della Sera del 9 giugno 1995, da leggere sferragliando
. Sarebbe bello portare il tram fino a San Paolo sull’Ostiense, su viale Marconi e perfino sulla Tiburtina, nella corsia centrale, oggi percorsa dai bus.
Sfruttando i binari esistenti, ora che la linea verrà sospesa, si potrebbe istituire la promessa linea 7, che colleghi piazza Mancini a piazza Risorgimento. Una buona di qualche anno fa, che a me piacerebbe riguardasse anche il capolinea di Thorwaldsen: chi arriva lì e vuole proseguire verso Flaminio deve aspettare per forza il 19. Con questa circolare i collegamenti potrebbero essere più agevoli.
Nel 2013 la metro C arriverà a San Giovanni e ciò comporterà un’ulteriore carico di passeggeri per la già gravata metro A. Per alleviare il probabile collasso, in attesa dell’intersezione con la stazione Colosseo della metro B, che inizierà a dividere i flussi per il Centro, sarebbe opportuno stabilire una linea Porta Maggiore – San Giovanni – via Emanuele Filiberto – piazza Vittorio – Stazione Termini che aiuti la metro A a trasportare i passeggeri verso la stazione. In questo modo si userebbe i binari di raccordo in via Emanuele Filiberto, già usati durante i lavori del 3.
Conclusioni
Il prezzo del non fare, del non decidere, di piegarsi sempre e comunque ai mettinculo di turno (residenti, commercianti, tassisti, palazzinari, papponi locali), si paga. E’ inutile girarci intorno: Roma ha perso quindici anni per dotarsi di un trasporto pubblico su ferro degno di questo nome. Nel prossimo decennio però ne vedremo delle belle, e non è un modo di dire.
La metro C è in costruzione. La B1 è in costruzione e speriamo che arrivi fino alla Bufalotta, dopo essere arrivata a Jonio. Al luglio 2009 sia la B2 sia la metro D sono in gara per assegnare il progetto esecutivo. Inoltre sono iniziati i lavori di adeguamento del Nodo di Termini, con la costruzione di accessi più immediati e sicuri alle metro A e B.
Nel 2011 cominceranno ad aprire le prime tratte della metro C e della B1. Nel 2013 ci saranno le elezioni per il Sindaco di Roma. Le opere pubbliche sono di chi le inaugura e poco importa se le ha iniziate qualcun altro. Tra l’altro, portarle avanti, trovando i soldi necessari è impegno altrettanto meritorio. Mi auguravo che il Sindaco Alemanno portasse avanti i progetti delle metropolitane e così è stato, dopo qualche tentennamento iniziale. Chi apre una metro a Roma passa alla Storia
, se poi si riesce a fare pure una tranvia tra quelle di cui abbiamo parlato, tanto meglio.
Vista la popolarità di questi due articoli di erudizione tranviaria, vi segnalo le discussioni romane, dal forum SkyScrapercity: cercate in particolare le discussioni su Roma, sulla Metropolitana e sul Trasporto Pubblico.
Detto questo, vi lascio con questo movimentato inseguimento tranviario dall’anime Michiko to Hatchin (Michiko e Hatchin), al ritmo di musica brasiliana, in una città dove i tram funzionano e sono puntuali.



