Per Ora, Addio

Era da qualche mese che ci pensavo: prendere una pausa dalle “questioni romane” e smetterla di occuparmi di Roma e dei suoi mille problemi.

La pausa sarà più lunga di una sosta estiva. Sono contento di essere arrivato fin qui con le mie parole e le mie immagini, ma da un po’ di tempo mi sento stanco e deluso. Troppe volte, Roma mi sembra un deserto di degrado e confusione, in grado di spezzare anche la mente più forte. Non puoi continuare a lottare, quando sei stanco dentro.

Due anni fa, quando ho iniziato a scrivere su questo blog, non avevo la minima idea di dove sarei andato a parare. Poi gli argomenti e le parole sono venuti da soli.

Ho imparato che i lettori vogliono notizie e fatti esposti in modo chiaro: i romani vivono la loro città in modo più diretto di quanto noi stessi possiamo immaginare; ci fanno domande e cercano soluzioni ai loro problemi, che non troverebbero altrove, per le vie ufficiali.

Ho maturato una visione della politica meno partigiana, adolescenziale e gridata. Occupandomi spesso di trasporto pubblico, a cui ho dedicato i miei ultimi due sforzi, non ho potuto ignorare la sequela di promesse disattese, roboanti proclami e cazzate allucinanti, fatte dalla Sinistra, la parte politica che ho sempre votato, facendo finta di non vedere e sentire, anche perché la Destra, per troppi anni, è stata impresentabile.

Roma necessita unità sulle grandi questioni: sicurezza, trasporti, solidarietà, pulizia, immigrazione. E’ inutile usare questi argomenti come clave, per colpire l’avversario politico, specie se quando si era al governo o all’opposizione non si è mai fatto nulla, anzi ci si è messi di traverso per il puro gusto di farlo. E noi abitanti non siamo da meno, basta pensare a tutte le volte che comitati di quartiere e residenti hanno bloccato progetti di trasporto pubblico, per rendersi conto che questa città manca ancora di un forte tessuto sociale, se c’è mai stato.

Sempre più ho la consapevolezza che questa città si è espansa in modo sproporzionato e sconsiderato, ostaggio di bande di palazzinari e affaristi, che l’hanno devastata a partire dal Secondo Dopoguerra. Troppe zone periferiche abbandonate a se stesse, soprattutto negli ultimi quindici anni. Troppi vecchi lasciati soli e troppi giovani senza uno spazio per giocare. Deserti urbani che generano angoscia, solitudine, incertezza e insieme fanno nascere la paura.

Ho imparato che Roma inizia appena fuori dalla porta di casa, ma non ci sono arrivato subito. Anni fa, ormai un bel po’ di anni fa, durante un Primo Maggio ebbi la tentazione di lasciare la mia bottiglia di birra in mezzo alla strada, in compagnia di tante altre. Un ragazzo del nostro gruppo, poco più grande di me, mi impedì di farlo, e fu così che la buttai in un bidone. Ricordo sempre con gratitudine quel buon esempio, di un ragazzo come me.

E’ arrivato il momento dei saluti e dei ringraziamenti.

Grazie ai lettori e al loro tempo speso nella lettura di queste pagine, senza i quali sarebbe venuta meno la necessità di scrivere e informare.

Anche al signore che consiglia di fottermi, e continua con la solita menata di Roma città più bella del mondo e propugna le Olimpiadi nel 2020. Caro signore, voglio tranquillizzarla, lo farò non appena avrò il tempo. Per quanto riguarda i due punti successivi, Roma sarà la più bella città del Terzo Mondo, quando ci saremo liberati dai cafoni in Smart e in Suv, quando assisteremo alla fustigazione sulla pubblica piazza dei terroristi che imbrattano i muri, quando ristoratori e tassisti la smetteranno di fottere i turisti. Potrei continuare, ma spero che lei abbia compreso che la strada per trasformare la Capitale in una ordinata e pulita città africana, del Primo Mondo insomma, è ancora molta lunga. Basterebbe poi ricordare i precedenti di Italia ‘90 e del Giubileo del 2000 (il Graande Giubbileo der Dumila, secondo la pretaglia vaticana), e le Promesse di Ferro del duo Rutelli-Veltroni, per preferire cento mazzate sulle palle al giorno, alle Olimpiadi. A proposito, Milano con l’Expo 2015 sta dimostrando che si può fare peggio di Roma. Coraggio, faccio il tifo per voi! grover

Per ultimi i compagni di strada, quelli che ho letto più spesso e con piacere.

Il Degrado di Roma, il padre di tutti noi Blog Romani, che è stato l’impulso per iniziare a scrivere; Degrado Esquilino, mutande di ferro, mi raccomando, e non t’incazzare troppo, che fa male al fegato, e chissà che prima o poi non ci s’incontri in giro a Santa Croce; Migliora Roma, grazie per le tue idee, sarebbe bello avere una Capitale a misura di bambino; Transenna, maestro di parole, a cui lancio l’idea di una mostra sul famigerato e moderno arredo urbano, da tenersi al Maxxi, una volta che sarà pronto; Circondati e Bisco, che la satira e l’ironia siano sempre con voi; il saggio Roma Cogitans, che sarebbe bello riavere tra noi, ma di cui ora comprendo l’amarezza; Les e gli amici di Riprendiamoci Roma, per me Nobel per la Pace 2009 “per l’impegno, la costanza e la pazienza dedicati alla pulizia delle strade e dei muri della Capitale”; Esquilino’s Weblog, è uno sporco lavoro vivere nel nostro rione, ma qualcuno deve pur farlo; tutti gli altri Blog Romani, che ormai sono tanti, di ogni parte di Roma, e questo non può che far piacere.

Per ora, addio

kenpachi

7 Risposte a “Per Ora, Addio”

  1. Riprendiamoci Roma Dice:

    Prima di deporre le armi, ti va di farti una passeggiata con noi del blog? Dai, contattami via email.

  2. Les Dice:

    E’ un lavoro lungo, quello di una Roma più bella.
    Capisco la tua stanchezza ma anche senza aggiornare il blog puoi dire la tua!
    Scrivi negli altri blog e anche io, insieme a Riprendiamoci Roma, ti invito alle passeggiate antidegrado.

  3. Degrado Esquilino Dice:

    Inizia a progettare un nuovo blog. E nel frattempo non far mancare il tuo apporto come commentatore.

  4. circondati Dice:

    E’ sempre triste leggere di un blogger che “depone le armi”. Soprattutto quando il blogger scrive cose “scomode” e controcorrente.

    Come te ho pensato più volte di dare l’addio, ma la speranza di raggiungere anche una sola persona in più, che questa persona potesse leggere quanto avessi da dire mi ha sempre spinto a proseguire.

    Spero in un tuo ripensamento.
    A presto.

  5. Kenpachi Dice:

    Sicuramente continuerò a commentare, qua e là. Spero proprio, tra qualche mese, di riprendere a scrivere anch’io. Per le passeggiate, ormai a settembre, sperando di riuscire a vincere la mia naturale timidezza.

  6. Riprendiamoci Roma Dice:

    Rinnovo l’invito per settembre. Spero di darti una buona notizia, stiamo approntando una sorta di vademecum fai-da-te di piccoli interventi antidegrado. Rimozione tag e graffiti, rimozione adesivi e affissioni abusive, spazzamento di strade. Dal travertino le tag vengono via con bicarbonato e acqua, le vernici più ostiche possono essere rimosse con un leggero passaggio di carta vetrata a grana finisssima. Anche i muretti possono essere scartavetrati e la vernice viene via con una facilità estrema, molto più facilmente che dai muri di casa verniciati. A volte rimane un leggerissimo alone, quasi invisibile, in quel caso meglio non insistere troppo o si potrebbe rovinare leggermente il marmo. Da plastica e ferro (saracinesche, segnali stradali, cartelloni, macchinette per il parcometro, ecc.) basta utilizzare un pezzo di ovatta o un panno imbevuto d’acol etilico e quindi passare un panno bagnato d’acqua per rimuovere le tracce d’acol (che è infiammabile). Con questi piccoli accorgimenti la vernice viene rimossa con una facilità e una rapidità estrema. L’acol etilico può essere utilizzat oanche per rimuovere tracce di colla e carta di adesivi rimossi su metallo (ad es, saracinesche, segnali stradali, ecc.) I pali dei segnali stradali possono essere anche scartavetrati. Se ti va di unirti a noi sei il benvenuto.

  7. ピエール Dice:

    É un peccato aver “perso” una voce ed un blog del genere…..

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