In questi tempi in cui tutti urlano di convivenza e si accapigliano sulla tolleranza, sarebbe bene tacere e leggere qualche buon fumetto, per farsi delle sane risate e riflettere senza annoiarsi.
E’ il caso di “Paperino e il Sinistro Dottor Murdy”, una storia scritta e disegnata dal grande Corrado Mastantuono, apparsa su Topolino 2252 del 1999.
Il dottor Murdy è un vecchietto scorbutico, a capo di una combriccola di mostri, che vive in una villa solitaria. Ogni tanto decidono di fare un giro in città, ma sono sempre respinti dalla gente “perbene”, un po’ per il loro aspetto, un po’ per il loro comportamento non sempre educato, perché mettono a disagio i paperopolesi. Per questo il dottor Murdy non nutre grande fiducia negli abitanti di Paperopoli.
Paperino s’imbatte in loro mentre è in fuga dai guai, dopo aver rotto preziose porcellane in un negozio, in cui c’è anche la mostruosa combriccola, cacciata in malo modo. Scappano insieme, attraverso le fogne, e il nostro papero si ritrova nella loro sinistra villa, dove, riluttante, accetta l’invito a cena. La notte, dopo aver avuto un incubo sul dottor Murdy che ammutoliva tutti gli abitanti di paperopoli con una misteriosa pozione, Paperino si desta e scopre che il vecchietto vuole effettivamente recare danno ai paperopolesi, contaminando l’acqua con il purè di muffa frettolosa. L’intruglio renderà l’acqua imbevibile per molto tempo.
Paperino e gli altri mostri decidono di provare al dottor Murdy che si sbaglia, e scommettono che riusciranno a dimostrare che gli abitanti di Paperopoli non sono prevenuti e non giudicano dalle apparenze. Cercano in tutti i modi di rendersi utili al prossimo, in modo gratuito, ma le persone restano fredde e sopsettose. I nostri, scappando dalla diffidenza della gente, cadono in una grossa e profonda buca (Paperopoli come Roma) e inizia a piovere.
Il dottor Murdy, avvertito tramite uno strano uccello che i nostri avevano dietro, prende la macchina per andare a salvarli, ma ha un guasto. Per strada passano due tipi, dall’aspetto losco, a metà strada tra due gangster e i Blues Brothers, che gli offrono un passaggio. Accetta, ma dalla radio giunge la notizia che due pericolosi criminali sono evasi. Il dottore comincia a preoccuparsi, e la tensione aumenta fin quando non giungono sul luogo della buca.
I ragazzi sono riusciti a liberarsi da soli, mentre dalla radio arriva la notizia che i due criminali sono stati presi. Mentre Paperino e gli altri gli spegano che hanno fallito, anche il vecchietto ammette la sua sconfitta, per essere caduto negli stessi pregiudizi di cui accusava gli abitanti di Paperopoli. La storia termina con un simpatico anedotto sul corvo di famiglia, che ripete incessantemente una frase incompresibile: “Zigolo pix ira referendum”.
Il rispetto reciproco non nasce all’improvviso, va coltivato. E’ sbagliato chiudersi a riccio come fa il dottor Murdy, è sbagliato l’atteggiamento dei paperopolesi, ma è anche sbagliato il voler far del bene a tutti i costi, come fanno Paperino e i suoi mostruosi amici. Si cambia piano piano, provando e riprovando, specie se, come in Italia, la popolazione è vecchia e poca portata ai cambiamenti. Una lezione che non dobbiamo dimenticare.